I musicisti della Novena


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Nove giorni prima del Natale (il 16 Dicembre) inizia la novena, un periodo in cui si recitano e cantano preghiere.
Nella Melilli del passato la noveva veniva recitata in chiesa ogni giorno, all’alba.
Era il periodo in cui gli zampognari (chiamati in siciliano i ciaramiddari) giravano ogni giorno il paese portando nelle case le melodie e le nenie natalizie.
E’ una tradizione non soltanto melillese, infatti appartiene a tutto il sud Italia. Questa tradizione antica si ripeteva giornalmente fino alla sera della vigilia di Natale.

A suonare erano soprattutto pastori, contadini e artigiani che durante le feste si riunivano in gruppetti ognuno con il loro strumento, suonando in cambio di qualche spicciolo e di tanta soddisfazione. Non suonavano soltanto le zampogne, ma anche strumenti a fiato e a corda, le canzoni erano semplici, spesso nate dalla fusione dei tradizionali canti religiosi con quelli popolari dialettali.

Come apprendiamo da uno scritto di S. Crescimanno tale usanza era in voga agli inizi del secolo. A Melilli questi suonatori non erano i pastori zampognari, scesi in paese per la novena, ma proprio gente del luogo. Erano detti “soni” ed erano capeggiati dal “Cardiddu”.

Erano giornate faticose per i musicisti, che però decidevano di partecipare al rito della novena per la loro passione per la musica, ma anche per racimolare qualche soldo.
Il giorno della vigilia alcune famiglie facevano accomodare i suonatori in casa per offrirgli da bere e un dolce natalizio.
La novena infatti rappresentava non solo la religiosità ma anche l’occasione per stare insieme e per fare festa per le strade.

Negli anni questa tradizione si è trasformata, alcuni giovani della banda cittadina hanno riportando sulle strade l’atmosfera della novena natalizia.

Fonte: Melilli – Ricordi, valori e speranze del mio paese
Scuola Media “G.E.Rizzo”, Melilli (1992)

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