Pirrera di Sant’Antonio: uomo, arte e natura


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La PirreraLa Pirrera Sant’Antonio (chiamata così poiché sorge in una zona nota come “Costa di Sant’Antonio”), si apre nei calcari dei Monti Climiti come un grandioso Pantheon, sulla vecchia strada Melilli – Villasmundo in contrada Pianazzo.
Il profondo scavo artificiale è molto suggestivo per la sua imponenza e per i giochi di luce.

È una profonda cavità da cui per molti anni vennero estratti blocchi di pietra detta “pietra bianca di Melilli”, una pietra di altissima qualità particolarmente docile allo scalpello, utilizzata per la realizzazione di architetture, monumenti statuari ed edifici cittadini nel territorio locale, ma anche in numerose città dell’isola e d’oltre mare.

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Questa pietra staccata dalle gigantesche pareti dai “pirriaturi” (o picconieri), veniva raccolta in blocchi e trasportata per mezzo di carriaggi a trazione animale (i “carramatti”) nei luoghi di lavorazione locale (molti erano gli artigiani scalpellini che operavano nel territorio di Melilli) o presso la stazione ferroviaria Melilli-Priolo per essere trasportati altrove.
Le dimensioni della Pirrera sono mastodontiche, la volta raggiunge i 27 metri di altezza, lunghi corridoi accedono a grandi stanze interne, per un’ampiezza complessiva di oltre due km quadrati.
Sulle imponenti pareti rocciose sono ancora incise le scritte dei pirriatori, tra questi gli Annino, gli Aresco, i Catalano, i Messina e i Romano.

La sua formazione risale al 1400, ma è stata sfruttata maggiormente a partire dagli ultimi anni del 1600, il periodo posteriore al terremoto dell’11 Gennaio 1693 che colpì anche Melilli.
La “Pirrera” funzionò per quasi tre secoli, fino a quando venne utilizzata come riparo dall’esercito angloamericano durante la II guerra mondiale.
La cava chiuse definitivamente dopo gli anni ‘50, probabilmente anche a causa dell’avvento dell’industria petrolchimica che ha monopolizzato quasi del tutto l’economia del territorio.
Da allora la Pirrera Sant’Antonio è stata abbandonata alla natura fino a quando l’ente che cura il Museo di Storia Naturale di Melilli non l’ha presa in consegna per renderla fruibile ai visitatori.

Per il loro effetto scenografico, di grande attrattiva estetica e ambientale, e per l’acustica molto particolare, gli spazi della Pirrera sono divenuti scenari di spettacoli musicali e artistici di notevole pregio.

Ulteriori informazioni sul sito del Comune di Melilli

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